Comunicato del Condifesa Ravenna – Assemblea Generale

ASSEMBLEA CONDIFESA RAVENNA – Risolvere al più presto i problemi del passato e del presente per guardare con ottimismo al futuro.

Il Consorzio di difesa in provincia di Ravenna aumenta nel 2016 il valore assicurato delle produzioni agricole, dato in controtendenza rispetto a quello nazionale.
Il presidente Francia: “il Pai è la croce del sistema assicurativo. I contributi 2015 e 2016 devono arrivare alle aziende agricole. Non c’è più tempo: le aziende, e anche le banche, non devono perdere la fiducia nel sistema, che ha dimostrato efficienza e solidarietà”.

Gli stati generali dei Consorzi di difesa insieme per fare il punto sulla situazione delle campagne assicurative, sulle problematiche legate ai Pai e per capire gli scenari futuri anche in vista della riforma della Pac.

Lunedì 29 maggio si è svolta l’Assemblea ordinaria di Condifesa Ravenna, Associazione di rappresentanza che ad oggi conta oltre quattro mila aziende associate, presente nel territorio dal 1973 che ha per scopo la difesa attiva e passiva delle produzioni agricole e zootecniche e delle strutture aziendali, nonché l’assistenza tecnica e/o organizzativa ai propri soci intesa a promuovere il miglioramento delle loro produzioni agricole. Erano presenti oltre al presidente Stefano Francia e al direttore Fabio Pesci, il Presidente dell’Associazione Nazionale Asnacodi, Albano Agabiti, il Direttore Nazionale Paola Grossi, il Presidente dell’Associazione Regionale Asrecodi, Claudio Morselli, e l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli. All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio consuntivo 2016 e preventivo 2017 e a seguire un confronto per fare il punto, insieme agli agricoltori e alle organizzazioni professionali, sulla situazione della campagna assicurativa attuale, su quelle precedenti e per capire quali scenari si potrebbero aprire per il futuro anche in vista della riforma di medio termine della Pac.

In provincia di Ravenna nel 2016 sono state stipulate 9.431 polizze agevolate con 21 compagnie assicurative, per un totale complessivo di valore assicurato finale sui prodotti, sulle strutture e sulla zootecnia di Euro 262.957.180,17.

«Nel nostro territorio si lavora in squadra: ritengo sia anche questo il motivo dell’aumento dei valori assicurati registrato nel 2016, nonostante le importanti difficoltà legate al ritardo dei pagamenti ancora indietro di due anni. Si tratta di un dato in controtendenza rispetto a quello nazionale», afferma il presidente di Condifesa Ravenna, Stefano Francia, ringraziando tutte le organizzazione professionali, sempre presenti, per questo importante impegno, e anche i collaboratori di Condifesa per l’attento e preciso lavoro. «Dobbiamo proseguire con il lavoro di squadra per tenere alta l’attenzione a tutti i livelli e uscire da questo guado. In questa squadra è necessario che continui ad esserci anche la Regione Emilia-Romagna, come ha fatto finora, e anche di più. Avere un sistema dei Condifesa efficiente ed innovativo che risponde alle esigenze delle aziende agricole e che consente di salvaguardare il reddito delle stesse in caso di calamità conviene a tutti».

Il 2017 parte con alcuni elementi di positività: «l’apertura in anticipo della campagna assicurativa, avviata dal 20 febbraio, prima che le principali produzioni del territorio entrassero in rischio, la riduzione delle tariffe e la maggiore uniformità delle Condizioni di Polizza applicate dalle Compagnie», spiega il direttore del Condifesa Ravenna, Fabio Pesci. Alla data del 22 maggio la copertura delle produzioni aveva raggiunto circa 298 milioni di euro fra produzioni vegetali, produzioni zootecniche e strutture (serre, impianti produttivi, reti antigrandine e teli antipioggia). La risposta della base sociale è molto positiva e dimostra la fondamentale importanza dello strumento assicurativo per la tutela del reddito delle aziende del territorio provinciale ravennate caratterizzato da impianti altamente specializzati e da produzioni di qualità.

Resta alta la preoccupazione generata dai Pai, i Piani assicurativi individuali, «croce del sistema assicurativo», così li definisce il presidente Francia. Così come alta è la tensione e l’insofferenza fra gli agricoltori. «È arrivato il momento che le aziende agricole ricevano il contributo 2015 e  2016 senza ingiuste decurtazioni. Non c’è più tempo: le aziende, e le banche, non devono perdere la fiducia nel sistema, che ha dimostrato efficienza e solidarietà – sostiene FranciaÈ il momento di cambiare una volta per tutte il sistema di calcolo delle rese affinché le aziende possano assicurare realmente il proprio potenziale produttivo. È impensabile lasciare le aziende senza un adeguato strumento assicurativo e questo assume ancora più importanza oggi che stiamo vivendo un cambiamento climatico con fenomeni avversi sempre più frequenti e sempre più violenti». Il Condifesa in questi anni si è accollato l’onere dei mancati trasferimenti per non appesantire la già compromessa situazione delle aziende. «È indegno che si prenda l’impegno di liquidare i contributi e poi non si proceda afferma FranciaIl Consorzio finché sarà possibile manterrà l’esposizione bancaria, ma è un costo che si riversa sui soci, generato esclusivamente da un meccanismo burocratico che ha dell’inverosimile. Noi chiediamo ad Asnacodi e al Ministero di farsi carico delle nostre esigenze nei confronti degli Istituti di credito affinché sia data ancora fiducia al sistema dei Condifesa in attesa dell’erogazione dei contributi».

Claudio Morselli, presidente regionale Asrecodi, sostiene che l’occasione di essere riuniti tutti insieme rappresenti un evento storico per un rilancio tanto necessario del settore.

L’Assessore Simona Caselli, garantendo la continuità dell’impegno e del sostegno della Regione, afferma: «il Pai deve essere riformato e semplificato in maniera radicale e la pressione in tal senso deve essere portata avanti da tutti i soggetti coinvolti, insieme. Dobbiamo valorizzare la cultura assicurativa: i Condifesa sono necessari perché è utile avere chi procede all’acquisto collettivo delle polizze per la tutela del reddito delle imprese agricole. Diversamente il rischio, con i cambiamenti climatici sempre più frequenti, sarebbe di ritrovarsi dinanzi a premi crescenti».

La direttrice di Asnacodi, Paola Grossi sottolinea che l’Associazione vorrebbe spendere meno risorse per il lavoro burocratico necessario per correggere i dati che non coincidono con le regole farraginose in essere e vorrebbe concentrarsi sull’innovazione per applicare al sistema di gestione dei rischi la tecnologia: dalle rilevazioni satellitari ai droni.

Nell’intervento finale il presidente nazionale dell’Associazione, Albano Agabiti, coglie l’occasione per informare che Asnacodi ha ottenuto l’incontro richiesto con le banche, il primo giugno, «per spiegare la situazione e capire quanto potrà durare il rapporto di fiducia che i Consorzi di difesa hanno costruito con gli Istituti di credito e che ha permesso fino ad oggi di anticipare i fondi europei a disposizione degli agricoltori. Lavoriamo per cercare da qui a fine anno di riallineare i pagamenti. E poi, ancora, a livello europeo col decreto Omnibus si sta lavorando per portare dal 30 al 20 per cento la soglia minima di accesso al risarcimento e vorremmo inserire stabilmente come possibilità la polizza sui ricavi. Per il futuro, nella nuova Pac, un’innovazione potrebbe essere realizzare un fondo mutualistico per un’ulteriore tutela di un settore che per sua natura è più esposto di altri ai cambiamenti climatici». Agabiti, poi, conclude dicendo: «Continueremo a lavorare, come abbiamo fatto, a testa bassa, continueremo a lottare per la tutela delle nostre 100 mila aziende, per contrastare la burocrazia che, quando è fine a se stessa, è offensiva, avvelena il clima ed è inutilmente dispendiosa in termini di risorse umane ed economiche».